La sfida alla fede cristiana dell’occultismo nella società odierna

Convegno Aie

Temi di grande attualità e urgenza pastorale quelli affrontati nel Seminario dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) svoltosi presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma) dal 30 agosto al 1° settembre 2022, dal titolo La sfida alla fede cristiana dell’occultismo nella società odierna. Il ruolo dei Sacerdoti Esorcisti.

Il convegno dell’Aie

A quasi tre anni dall’ultimo Convegno nazionale dell’AIE, è stato questo, dopo la pausa imposta dalla pandemia, il primo importante momento di confronto “in presenza” fra i soci italiani dell’Associazione fondata nel 1991, la cui personalità giuridica è stata riconosciuta dalla Santa Sede nel 2014 e che riunisce, in Italia e nel mondo, circa 800 fra sacerdoti Esorcisti ed ausiliari. Dal momento che, accanto alla formazione permanente, uno degli scopi dell’AIE è favorire gli incontri tra Esorcisti affinché condividano le esperienze del ministero loro conferito, ecco che il Seminario svoltosi a Sacrofano, ha costituito negli auspici del Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti padre Francesco Bamonte, una significativa occasione di incontro e riflessione.

La giornata di apertura

Ad aprire i lavori del Seminario, moderato da Alberto Castaldini, giornalista e docente universitario, è stato il Presidente dell’AIE, padre Francesco Bamonte, autore di numerosi volumi di argomento demonologico ed esorcista della Diocesi di Roma, che, dopo il saluto introduttivo, ha presentato la relazione: La religione di Aleister Crowley e il suo influsso nella società odierna. Il quadro delineato dall’intervento di padre Bamonte, che per sviluppo e contenuti costituisce un ricco e articolato saggio, ha offerto una compiuta esposizione non solo della vicenda personale dell’esoterista, occultista e satanista britannico Aleister Crowley (1875-1947), ma anche degli intrecci, delle affinità e, soprattutto, della preoccupante attualità dei contenuti blasfemi da lui proposti nel corso della sua trasgressiva esistenza. Padre Bamonte ha evidenziato come, ad esempio, nel mondo delle arti, della musica, del cinema, siano frequenti e ripetuti, anche in eventi di grande visibilità mediatica come il Festival di Sanremo o la consegna dei Golden Globe, i riferimenti al satanismo, espressione evidente dell’adozione di linguaggi, simbologie e contenuti denotanti un’intima condivisione. Crowley con la sua oscura “religione” rappresentò la tragica sintesi di un messaggio di sfida e ribellione fondato sulla magia e l’iniziazione sessuale, la provocazione senza limiti, sulla volontà di potenza e il rinnegamento di ogni principio morale. La cosiddetta “messa gnostica”, con l’aberrante utilizzo rituale di secrezioni organiche, il pansessualismo, il neopaganesimo, furono alcuni degli elementi crowleyani di un collante di perversione che ritroviamo presente ancora oggi, 75 anni dopo la sua morte, adottato da lobby e gruppi di potere, anche politico, che condizionano non poco la società. Immutato in essi il rifiuto del senso del peccato, della responsabilità individuale. La negazione di Dio e la divinizzazione dell’uomo si confermano infine un unico progetto di distruzione.

L’intervento di don Buonaiuto

Nella sessione pomeridiana della prima giornata del seminario è intervenuto Don Aldo Buonaiuto, dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, saggista, direttore del quotidiano on-line “In Terris” ed esorcista. Il titolo della sua relazione Gli artigiani del diavolo. I mezzi odierni di cui si serve l’occultismo, ha ripreso efficacemente in parte quello di un suo recente volume, prefato dal Segretario di Stato Card. Pietro Parolin. Don Buonaiuto da anni combatte in prima linea una battaglia contro le sette, e la sua Associazione, fondata dal Don Oreste Benzi che ne ebbe la provvidenziale intuizione, ha istituito nel 2002 un Servizio Antisette che ha spezzato l’imbarazzante silenzio, di sofferenze e omertà, che resisteva da decenni. Il Servizio in questi anni si è attivato contro il fenomeno delle sette occulte e sataniche, che ha seminato vittime creando nuove forme di schiavitù nella nostra società. In questo modo, attraverso un numero verde nazionale (800228866), il Servizio ha raccolto quotidianamente richieste di aiuto da tutta l’Italia, ridando speranza e coraggio, attraverso un accompagnamento, anche spirituale, alle vittime di questi gruppi e alle loro famiglie. Non solo. Il Servizio Antisette collabora dal 2006 anche con precise segnalazioni, con il gruppo d’indagine S.A.S (Squadra Anti Sette) della Polizia di Stato. Consolidata è inoltre la collaborazione fra l’Associazione Comunità Giovanni XXIII e l’Associazione Internazionale Esorcisti. Tra le attività figurano anche la pubblica sensibilizzazione e informazione circa questo tragico fenomeno, radicato e diffuso, che Don Buonaiuto da anni analizza grazie alla sua esperienza ministeriale e pastorale. Gli “artigiani del diavolo” – ha spiegato il relatore nel suo puntuale intervento – operano ai margini della società ma in realtà spesso appartengono al mondo delle professioni, alle classi dirigenti (nel sud d’Italia abbondano i santoni, al centro-nord maggiore e più sviluppata è la loro organizzazione). Nella vita reale gli adepti sono magari degli insospettabili. Le vittime di questi gruppi settari trascinano nella rovina chi li circonda, le proprie famiglie: l’obiettivo delle sette è infatti lo sfruttamento dell’altro per il proprio vantaggio esclusivo e, infine, la sua distruzione. E chi si ribella diventa una persona in fuga: se ha trovato finalmente il coraggio di raccontare la sua storia, se si sente finalmente creduto, non si sentirà più in trappola. Il pericolo maggiore è invece la solitudine, l’isolamento, il silenzio. Don Buonaiuto, nominato missionario della Misericordia nel 2016 da Papa Francesco, ha ricordato come chiunque possa cadere nelle trappole delle sette, anche coloro che vivono percorsi di fede consolidati: nessuno è immune. Pertanto è un fenomeno che non va sottovalutato e che conferma – ha sottolineato – come l’AIE sia un dono dello Spirito affinché il sacerdote esorcista non si senta solo nel suo ministero.

Occultismo e contemporaneità

La seconda giornata del Seminario AIE si è aperta focalizzando ulteriormente il fenomeno delle pratiche magiche e del satanismo nella società contemporanea con la relazione di Beatrice Ugolini, docente in Linguaggio occultistico–esoterico presso il master in Criminologia dell’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma. La studiosa ha parlato sul tema Pratiche contemporanee della magia e del satanismo: l’uomo che vuole diventare “Dio” e ha esposto un quadro relativo alle azioni rituali attualmente più diffuse, soprattutto fra i giovani, illustrandone caratteristiche e immagini simboliche. Non sono mancati riferimenti al passato novecentesco (le ritualità segrete delle SS guidate da Himmler, i circoli esoterici come la Società Thule) e al presente, con un rinvio alla guerra Russia-Ucraina. Sono, infatti, attivi reggimenti ucraini che fanno uso di specifici tatuaggi di significato esoterico, ispirati al nazismo e alle sue componenti occultistiche. Anche in Russia, peraltro, il conflitto ha assunto una valenza esoterica: sono presenti unità militari che, anche qui, simpatizzano col neonazismo di stampo occultistico o che appartengono al neopaganesimo slavo.

Il conto da pagare

Nel pomeriggio il francescano padre Mario Mingardi, frate minore conventuale, esorcista diocesano presso la Basilica di Sant’Antonio a Padova, ha presentato un intervento di stringente e urgente attualità pastorale: Il mondo giovanile e i suoi “incontri ravvicinati” con Satana. Il relatore ha precisato che, rispetto alle difficoltà dei giovani, non va cercato il colpevole, perché l’adolescenza è un tempo di scelte e di crisi, che pone domande anche agli adulti per le loro responsabilità. Gli adolescenti caricano il loro immaginario, luogo dove pensano e recuperano le azioni. Gli adulti come contribuiscono a questo luogo? Basti pensare alla musica, alle serie tv, ai film, cartoni animati, manga, anime: nero, sangue, orrore, violenze, messaggi che invitano all’uso di sostanze, al suicidio, all’autolesionismo. Compito degli adulti è invece indicare maestri, valori e significati. Padre Mingardi ha poi descritto l’esperienza vissuta quotidianamente nella casa famiglia “Domus Familiae Padre Daniele” di Sarmeola (Padova). Dall’esperienza possiamo dire che il 90% dei ragazzi (non solo quelli accolti) hanno un rapporto quasi diretto con Satana: lo interpellano, ci dialogano (internet è luogo privilegiato per imparare le arti divinatorie, vari riti e i patti) perché dà risposte immediate al loro “dolore”, ai loro problemi, ai loro desideri, e li “accontenta”.

Non sono consapevoli del pericolo e del conto da pagare: principalmente uno stato di depressione cronica! La loro mente è già pervasa dal “pensiero magico” per quello che vedono in tv o sui social, e instaurano col maligno un rapporto diretto, di “soggezione”, tanto che spesso pensano di saperne una più del diavolo. L’ascolto degli adolescenti è la prima e più importante cosa da vivere, se accolti e con calma compresi sono capaci di grandi cose. L’adolescenza è infatti un tempo complesso che finisce. Per questo bisogna aiutarli a traghettare in questo “tempo di mare in burrasca” stando loro vicino.

L’attività dell’Aie

L’avvio della terza e conclusiva giornata del Seminario AIE è stato dedicato all’Associazione, con un bilancio delle sue attività, i passi compiuti e i nuovi imminenti traguardi. Lo ha fatto padre Bamonte con la relazione L’Associazione Internazionale Esorcisti: il cammino svolto e prospettive future, un bilancio che è nel contempo un incitamento a proseguire sulla strada fruttuosa intrapresa trent’anni fa e progressivamente rafforzata nell’ultimo decennio. Al primo Convegno Internazionale di Esorcisti nella storia della Chiesa, svoltosi ad Ariccia nel 1994 per iniziativa di Don Gabriele Amorth e padre René Chenesseau, parteciparono 81 sacerdoti. Tre anni prima, all’appello del primo raduno (allora riservato ai soli Esorcisti italiani), avevano risposto in 12. Oggi i numeri sono ben diversi e superano le centinaia, ma questo ministero così importante nel portare aiuto e consolazione ai figli di Dio tormentati dal maligno necessita di forze sempre maggiori. L’AIE anche per questo garantisce con la sua attività una formazione permanente per Sacerdoti Esorcisti e Ausiliari laici. Nello specifico, padre Bamonte ha annunciato che dal prossimo ottobre la Pontificia Università Gregoriana di Roma ha offerto all’Associazione otto ore di lezione sul ministero dell’esorcismo durante un corso sulle problematiche legate alla diffusione del satanismo nella società. Il Presidente AIE ha poi auspicato che nel 2023 si possano finalmente riprendere, anche con i confratelli di altre nazionalità, i tradizionali convegni in presenza (sospesi dal 2020), a causa della pandemia. Si prevede lo svolgimento del Convegno internazionale nel 2023, all’interno del quale ci sarà anche l’Assemblea elettiva. Previsto inoltre lo svolgimento in presenza, nel maggio 2023, del Primo Convegno Nazionale Italiano degli Ausiliari laici degli Esorcisti e, nel giugno 2023, del Settimo Corso di base sul Ministero degli Esorcismi.

Il ruolo del sacerdote

Don Matteo De Meo, esorcista della Diocesi di San Severo (Foggia), consigliere e formatore AIE, ha a sua volta tenuto una significativa relazione sul tema Il ruolo del Sacerdote esorcista nella sfida dell’occultismo alla fede cristiana. De Meo ha evidenziato come l’occultismo rappresenti attualmente una delle più importanti sfide alla fede cristiana. La categoria della “sfida” richiama a due atteggiamenti fondamentali: quello della “vigilanza” e quello della “conoscenza” di quelle cause che sono all’origine e alimentano un determinato fenomeno. Con una realtà, anche quella più complicata e distante, bisogna saper entrare in “dialogo”. Nello specifico dell’occultismo, ha precisato Don De Meo, non certo dobbiamo dialogare con i suoi contenuti magico-esoterici – che bisogna conoscere e combattere – bensì con il malessere interiore che porta la persona a desiderare quella realtà e a nutrirsene in svariati modi, “intrappolandosi” in una fitta ragnatela.

Questa è la conseguenza di una mentalità superstiziosa da non sottovalutare – ha più volte sottolineato –, che alimenta un atteggiamento che progressivamente disgrega la vita personale con gravi conseguenze spirituali, psicologiche e anche fisiche. Per questo, il dialogare con il malessere, all’origine del pensiero “magico”, coincide con l’ascolto e l’accompagnamento da attuarsi sul piano del “sentimento religioso”: un accompagnamento rivolto alla persona, che sappia recuperare un atteggiamento religioso autentico, purtroppo “usurpato” da quello superstizioso. Per risultare efficace la sfida si deve sviluppare su più livelli: religioso, educativo, psicologico, sociale.

In questo scenario il ruolo degli Esorcisti diventa centrale. Per il loro ministero, alla luce della loro esperienza, essi possono sensibilizzare i pastori e costituire degli osservatori a livello diocesano, interparrocchiale. Luoghi dove fare un primo lavoro di dialogo e di studio con un numero limitato di persone, vittime dell’occultismo, e tentarne il recupero. Ciò naturalmente comporta la preparazione di operatori pastorali di vari ambiti, diffondendo il più possibile la conoscenza degli studi di questi fenomeni. Don De Meo ha infine richiamato anche il tema giovanile. I giovani (e non solo loro) che si avvicinano al mondo dell’occultismo, animati dal desiderio di conquistare il potere, pensando che il demonio possa essere qualcosa di positivo, commettono un grave errore. E sbagliano solo perché non hanno sperimentato il diavolo nemmeno per un minuto, ma, prima ancora, perché non hanno incontrato una proposta di bellezza che li coinvolga totalmente, che colmi le loro “mancanze”. L’esorcista deve sentirsi in prima linea su questo fronte, mettendosi al fianco di chi soffre, suggerendo a tutti percorsi di vita, di bellezza, e di gioia, di vera umanità, che sono proprie della fede cristiana e che costituiscono l’antidoto principale al virus del male e al “contagio” dell’occultismo.

Un lungometraggio

Il Seminario si è concluso nel pomeriggio del 1° settembre con la proiezione in anteprima assoluta del film-documentario “Libera nos. Il Trionfo sul Male” dei registi e produttori Giovanni Ziberna e Valeria Baldan. Chi è il diavolo? Come agisce? Quali armi abbiamo per difenderci? Qual è il ruolo dell’esorcista? Il film, che si è avvalso della supervisione dell’AIE, intervistando sacerdoti Esorcisti, teologi, psichiatri, ha l’obiettivo di essere un utile e corretto strumento di divulgazione per far comprendere questi temi alla luce della Verità evangelica e del Magistero della Chiesa Cattolica. E lo ha fatto prendendo le distanze da una cinematografia interessata più all’aspetto orrorifico, sensazionalistico e che cade in superficialità e scorrettezze. Il lungometraggio racconta quello che l’esorcismo è veramente: l’esercizio luminoso del mandato di Gesù dato ai suoi Apostoli e ai loro successori di scacciare i demòni nel Suo Nome (Mc 16,17). L’opera mostra con efficacia come l’esorcismo cattolico sia soprattutto un momento di preghiera e un atto di carità, in forza del quale, per la fede nel Signore Gesù e l’autorità da Lui conferita alla Chiesa, la Grazia di Dio e la Sua salvezza vincono le tenebre, liberando quanti soffrono a causa dell’azione straordinaria del maligno. Come hanno spiegato Giovanni Ziberna e Valeria Baldan, “Libera Nos. Il Trionfo sul Male” vuole essere un percorso per lo spettatore, per sfatare luoghi comuni, rispondere a domande, smantellare pregiudizi, fugando dubbi, come ad esempio circa i diversi gradi dell’azione straordinaria del demonio, dettando alcune linee guida al fine di rimuovere sull’argomento l’enorme confusione dei fedeli, sempre più spesso alimentata dai media. La coppia di registi ha ricordato che il film-documentario, prodotto dalla Sine Sole Cinema srl, è dedicato a Don Gabriele Amorth, morto nel settembre 2016, che fu il primo esorcista ad essere intervistato nel luglio del 2012. La parte finale del film è dedicata al ruolo della Vergine Maria negli esorcismi, con alcune testimonianze di padre Bamonte.

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