In Umbria tra spiritualità e scienza alla scoperta di Acquasparta

Dove il sapere Rinascimentale, la scienza e la spiritualità si fondono nel paesaggio di acque, boschi ed uliveti 

Acquasparta (Tr), 3 maggio 2022 – L’Umbria è terra di borghi medievali,mura, castelli e rocche da visitare. L’Umbria, terra di grandi prodotti enogastronomiciè terra del silenzio, dove la natura è sovrana, forse per questo è patria della spiritualità. Umbri sono San Francesco, San Benedetto, Santa Chiara ed altri, ma è anche terra di contrasti.

È infatti in Umbria, precisamente ad Acquasparta, non distante dalla Romita di Cesi, eremo francescano dove San Francesco iniziò la stesura del suo “Cantico delle Creature” e tappa immancabile per i pellegrini che percorrono il cammino di San Francesco, che la scienza ha lasciato il suo segno, grazie alla presenza di Federico Cesi, che all’inizio del ‘600, ha dato vita all’Accademia dei Lincei, la prima accademia scientifica d’Europa di cui fu membro anche Galileo Galilei.
  
Acquasparta, che sembrerebbe derivare dal latino “ad aquas partes”, cioè la parte, il territorio delle acque, antica città sorta sulle rovine di un probabile insediamento romano, nei pressi del municipium di Carsulae, si affaccia sulla valle del torrente Naia e guarda i boschi dei Monti Martani.

La cittadina sorge tra le sorgenti dell’Amerino e di Furapane, toccata dall’Antica Via Flaminia, è uno dei Borghi più belli d’Italia in Umbria. Pur essendo un tipico borgo medievale, è l’emblema del Rinascimento in Umbria, rappresentato dalle architetture di Palazzo Cesi, intorno al quale si snoda tutto il centro storico e della Chiesa di Santa Cecilia, in cui si trovano le tombe dell’illustre famiglia Cesi.

Ad Acquasparta il legame con il Rinascimento è così sentito che ormai da ventitré anni si celebra l’arrivo in città dell’illuminato Federico Cesi detto il Linceo, che si trasferì ad Acquasparta poco dopo il matrimonio con la giovane Artemisia Colonna, avvenuto nel 1614.

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Eccellente occasione per visitare Acquasparta ed il suo ricco territorio è infatti la “Festa del Rinascimento” che si terrà questo anno, dall’11 al 26 giugno 2022, momento in cui si darà vita con scrupolosa fedeltà storica e forte coinvolgimento degli abitanti, alla rievocazione storica dei festeggiamenti che la piccola comunità, organizzò in occasione dell’arrivo di Federico Cesi, una delle figure più significative della cultura scientifica del primo seicento, uno dei primi fautori in Italia dell’astronomia post-copernicana, appassionato studioso di scienze naturali, soprattutto di botanica.

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Per l’edizione 2022 la manifestazione avrà come tema centrale il “Theatrum Totius Naturae” opera iniziata e mai conclusa di Federico Cesi, che avrebbe dovuto essere la Nuova Grande Enciclopedia Scientifica Naturalistica, costruita grazie alla libera osservazione sperimentale con gli innovativi – per l’epoca – strumenti tecnici della ricerca, il telescopio e il microscopio, di cui i Lincei rivendicavano l’invenzione. Sfilate in costumi d’epoca, sfide fra contrade, spettacoli, iniziative per i più piccoli e le immancabili taverne tipiche, saranno gli ingredienti della XXIII edizione della “Festa del Rinascimento” che coinvolge le tre contrade del borgo – San CristoforoPorta Vecchia e Il Ghetto – che si contendono le “chiavi” della Città.

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La “Festa del Rinascimento” si aprirà con il “Grande Corteo delle Contrade” dal titolo “Metamorfosi: la terra, gli astri, l’uomo”, in programma per la sera di sabato 11 giugno, che in questa edizione vede il regista Germano Rubbi coordinare la sfilata in preziosi abiti rinascimentali, valorizzata da performance e rappresentazioni sul tema della natura.

Le tre contrade si sfideranno poi durante i quindici giorni di festa, in diverse gare a cui il pubblico potrà assistere: la Gara Gastronomica che vedrà l’elaborazione di una ricetta della cucina rinascimentale che questo anno avrà come protagonista il tartufo, prodotto eccellente del territorio, che ha recentemente ricevuto il prestigioso riconoscimento dell’inserimento nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO (Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali); il Grande Gioco dell’Oca, una riproposizione vivente, in costume, del gioco da tavolo le cui origini, nella sua versione moderna, risalgono alla seconda metà del Cinquecento; la Gara dei Tamburiniarricchita dallo spettacolo degli sbandieratori, e la Gara di Teatro in cui ogni contrada, con propri attori amatoriali mette in scena una libera interpretazione teatrale di un testo scritto prima del 1630 rielaborato ed adattato; in questa edizione le compagnie di contrada si esibiranno su testi di W. Shakespeare e F. De Rojas.

Molteplici le iniziative collaterali rivolte al pubblico che andranno ad arricchire il programma, dai passeggiate fotografichealla scoperta del territorio, dei piccoli e grandi animali, delle orchidee spontanee, degli arbusti ed alberi tipici; alle degustazioni di vini nelle Sale rinascimentali di palazzo Cesi “Nel bicchiere del celivago – Viaggio giocoso tra vini e pianeti” un percorso che associa il carattere di ogni vino alla scoperta dei caratteri dei pianeti; agli spettacoli teatrali ed acrobatici di tema rinascimentale e con effetti pirotecnici.

Non mancheranno dei momenti dedicati ai più piccoli con “L’Accademia della Piccola Lince” una serie di laboratori legati al tema della scienza e della conoscenza scientifica che si baseranno sull’osservazione in natura e sull’utilizzo del microscopio come strumento di meraviglia e scoperta.

Diversi poi gli appuntamenti di approfondimento culturale, a tema natura, enogastronomia, scienza, a cui interverranno degli esperti: “Il Rinascimento fra magia, filosofia naturale e scienza. Dall’universale animazione della natura al regnum hominis”, in programma il 12 giugno; “Il Tartufo, dalla cucina rinascimentale alla nostra tavola” in programma il 13 giugno;  “L’arte che descrive: dalle Tabule Phytosophicae alla fotografia Naturalistica” in programma il 16 giugno; “Il Natural desiderio di sapere e lo spazio di libertà: Giordano Bruno, Tommaso Campanella ed i Lincei” in programma il 18 giugno; oltre all’incontro di sabato 25 giugno dedicato ai frutti antichi ed alla tutela della biodiversità. Accompagnati da Isabella Dalla Ragione della Fondazione Archeologia Arborea, il progetto di ricerca di antiche varietà di frutta locali, culminato in una “Collezione Frutteto” che si trova nei pressi di Montone (Pg), sarà possibile scoprire come lo studio delle opere d’arte Rinascimentali abbia aiutato i ricercatori nell’identificazione di antiche varietà di frutta e specie arboree autoctone, che in alcuni casi sono poi state recuperate e coltivate affinché non si perdessero.

A chiudere la Festa del Rinascimento di Acquasparta, domenica 26 giugno 2022, il concerto di musica barocca “Alla guerra d’amore. Musica vocale e strumentale in Italia tra la fine del ‘500 e le prime decadi del ‘600” a cura de “La Selva Ensemble di Musica Antica” in cui si esibiranno Riccardo Pisani – canto; Carolina Pace – flauto dolce; Michele Carreca – tiorba e chitarra barocca.

Per maggiori informazioni
Tel. 347 6503053
info@ilrinascimentoadacquasparta.it – www.ilrinascimentoadacquasparta.it

 

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In Umbria tra spiritualità e scienza alla scoperta di Acquasparta – Il quotidiano che racconta l’Umbria