In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 19 al 25 settembre

In Scena è la rubrica dedicata agli spettacoli dal vivo in programmazione sui palchi di tutta Italia: ecco la nostra selezione della settimana, dal 19 al 25 settembre.

Danza: gli appuntamenti della settimana

MERCURIO A PALERMO
Palcoscenico del Sud Italia dedicato alla sperimentazione multidisciplinare, dal 22 settembre al 2 ottobre ai Cantieri Culturali della Zisa a Palermo, si apre la IV edizione del festival internazionale dedicato alla creazione multidisciplinare contemporanea e alle performing arts. Teatro, danza, musica, performing arts, arti digitali e audiovisive senza distinzioni o categorie, per ripensare i processi creativi. La caratteristica del festival è che sono gli artisti dell’edizione precedenti a invitare quelli dell’edizione successiva, con un meccanismo del “passaggio di testimone tra colleghi”.

La curatela è di Giuseppe Provinziano, fondatore di compagnia Babel. Dall’attore, regista teatrale e drammaturgo argentino César Brie, tra i più illustri pedagoghi del teatro contemporaneo, al Leone d’oro per la danza Alessandro Sciarroni; dai premi Ubu Chiara Bersani e Giorgina Pi, all’attrice e regista e attivista LGBT brasiliana Renata Carvalho; dalle performance tra teatro e installazione del duo argentino Los Picoletos, alla danza tra tradizione berbera e arte digitale dei marocchini Col J’am, passando per il teatro visuale di UnterWasser e il live cinema di Mattia Costa; fino alla musica, con l’elettroacustica del duo di chitarristi Stefano Pilia e Alessandra Novaga, il “barocco elettronico” di Elena Rivoltini, la club culture di Katatonic Silentio con la danzatrice Olimpia Fortuni, e l’acclamato collettivo di producers e dj Ivreatronic.

MERCURIO, artwork ph. Nayeli Salas

EXISTER
Continua la scena di EXISTER, il festival di danza contemporanea giunto alla quindicesima edizione, diretto da Annamaria Onetti e promosso da DANCEHAUSpiù – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Milano. Dieci spettacoli dedicati a 19 performance di diversi artisti e artiste del panorama nazionale della danza contemporanea. Il Festival si apre il 21 settembre in DanceHaus con “Dedica Lontana” di Sara Sguotti, in voce di una dedica al pubblico presente e a chi è lontano. Vive della relazione con lo spazio, il suono e le persone che decidono di condividere segretamente questa pratica.

A seguire “Rosarosaerosae” di Sara Lupoli, compagnia Art Garage, in un racconto multimediale e un progetto materico e grafico che indaga il concetto dell’abitare in relazione al corpo e al ricordo che in esso risiede. Si prosegue il 22 con “24,42” di Matteo Bittante, artista residente e codirettore di DANCEHAUSpiù. Nella performance il coreografo affonda le radici della sua ricerca nell’eterno conflitto tra vittima e carnefice, e riflette sulla natura di 24,42, due numeri palindromi che rappresentano due cicli della vita: la giovinezza e la maturità.

Il 23 tre lavori coreografici: “Scherzetto di Claudio Malangone, compagnia Borderline Danza; lo studio dell’artista associata di DANCEHAUSpiù, Annalì Rainoldi con “Songs of Extinction”; e un’altra creazione di Matteo Bittante con “Litania” per la DANCEHAUS Company Junior, una performance che fonde la danza e lo stile urban con l’esperienza contemporanea del coreografo.

DANCEHAUS 24,42 di M. Bittante, foto di M. Piccinini

FESTIVAL APERTO
Quattordicesima edizione con concerti, performance, film, coreografie, installazioni, spettacoli, proposti da Fondazione I Teatri con Reggio Parma Festival per leggere il presente, con uno sguardo al futuro (dal 16 settembre al 19 novembre a Reggio Emilia).

La sezione danza si apre il 21 settembre con il Sudafrica della compagnia Via Katlehong Dance, che prende il nome dal sobborgo di Johannesburg in cui affonda le radici la cultura di protesta pantsula, un vero e proprio stile di vita che abbraccia il modo di parlare e di vestire, la musica e la danza. Una serata al crocevia tra culture, dedicata alla gioia di ballare e al desiderio di condividere. La Compagnia affida la nuova produzione a due grandi talenti della danza europea: il franco-senegalese Amala Dianor, noto per il suo gusto del meticciato artistico e culturale, e il portoghese Marco da Silva Ferreira, il cui lavoro si sviluppa attorno alle danze urbane emergenti. L’incontro degli universi singolari dei due coreografi con Via Katlehong Dance fa nascere due pezzi corali intensi e organici.

Il 24 segue “Mythologies” di Angelin Preljocaj. Il coreografo franco-albanese si interroga su cosa ci lega oggi ai grandi miti fondatori, ai loro eroi ed eroine, ma anche ai riti contemporanei che costituiscono il nostro immaginario collettivo. Questa nuova ricerca, dagli accenti finemente impressionisti, vede l’incontro tra dieci danzatori del Ballet Preljocaj e altrettanti del Ballet de l’Opéra National de Bordeaux. Tutto questo sulla musica di Thomas Bangalter, ex Daft Punk! L’intenso incontro tra gli interpreti delle due compagnie e le musiche originali di Bangalter offrono a Preljocaj possibilità completamente inedite di creare una coreografia su larga scala.

blank
Festival Aperto, BALLET PRELJOCAJ, Mythologies © Jean-Claude Carbonne

ROMAEUROPA
Negli spazi del Mattatoio dal 22 al 24 settembre è in scena “Akal, il lavoro del coreografo di origini marocchine Roduan Mriziga che dirige la danzatrice, coreografa e cantante Dorotheé Munyaneza in un assolo in cui rituale, danza e architettura si mescolano a canto, poesia e rap per riscrivere la memoria degli Imazighen, gli indigeni del Nord Africa a partire dalla figura mitologica della dea egizia Neith, associata alla nascita e alla morte e guida delle anime dei defunti negli inferi. Sempre al Mattatoio inaugura Digitalive, la sezione del festival dedicata alla ricognizione delle espressioni artistiche nell’ambito delle culture digitali.

Il 24 e 25 è in scenaYishun is Burning di Choy Ka Fai, un assolo trascendente, multimediale e multinazionale che attinge ai linguaggi della scena vogueing e queer asiatica, sulle orme dell’iconico documentario newyorkese “Paris is Burning”, il lavoro dell’artista singaporiano di base a Berlino unisce i temi di un mondo globalizzato con le più antiche tradizioni spirituali. Dal 23 al 25 nei giardini di Villa Medici – Accademia di Francia il coreografo francese Noé Soulier porta la sua performance site specific “Passages”un lavoro in cui i performer si confrontano con le meravigliose architetture della Villa assorbendo e rielaborando il fascino e la storia del luogo.

Dal 21 al 25 al Teatro Argentina è in scena l’attesissimo “Room” dell’istrionico James Thierée, che coniuga alla magia del suo teatro, un ensemble di tredici musicisti e danzatori con i quali è in grado di trasfigurare una stanza in un luogo onirico e una notte in un canto poetico teso alla libertà.

blank
Romaeuropa, Thieree, Richard Haughton

EMANUEL GAT A TORINODANZA
La programmazione di Torinodanza Festival 2022 prosegue il 23 con “Lovetrain2020”, di Emanuel Gat. Nato nel pieno della pandemia, lo spettacolo è un musical contemporaneo per quattordici danzatori: un ritratto generazionale, un inno alla danza, un’ode coreografica al suono e all’atmosfera degli anni ’80. Gat crea uno spazio carico di riferimenti e contrappunti, in cui movimento e suono interagiscono per rivelare gli infiniti modi in cui le persone si incontrano, si allontanano, vivono, ed esalta il piacere di essere connessi attraverso la danza. Da tempo il coreografo israeliano lavora sui punti di incontro tra coreografia e musica.

Dopo aver affrontato partiture classiche e contemporanee, in “Lovetrain2020” sceglie il suono e l’atmosfera degli anni ’80, incarnata nella musica dei Tears for Fears, con la loro spinta utopica e il groove epico. Thomas Bradley ha realizzato per questo spettacolo costumi di ricchezza barocca.

blank
Torinodanza, LOVETRAIN2020, di Emanuel Gat

L’UOMO CHE DANZA
Uno spettacolo itinerante di moda, danza e musica, “L’Uomo che Danza – con i costumi di Roberto Capucci” a cura di Daniele Cipriani, presenta 16 di straordinarie creazioni del celebre stilista, sculture viventi che verranno animate da Simona Bucci, coreografa già solista della Alwin Nikolais Dance Company di New York nonché collaboratrice storica di Carolyn Carlson, con “movimenti coreografici” concepiti per i corpi atletici e flessuosi degli artisti e per gli spazi evocativi di Castel Sant’Angelo. Sbuffi, girandole, nastri, piume, maschere, gorgiere, perfino carapaci, nei colori esotici così amati da Capucci, adorneranno gli artisti, che si trasformeranno in ogni genere di creatura uscita dalla fantasia onirica di Capucci, “immagini di follia” che appariranno da tutte le parti.

Ad accogliere il pubblico nella Sala della Biblioteca, ammaliandoli con un infuocato flamenco, sarà il divo del flamenco Sergio Bernal. La performance del bailaor sarà uno dei momenti clou del percorso attraverso il Cortile dell’Angelo, la Loggia, la Rampa Elicoidale, il Corridoio Pompeiano ecc. Gli altri performer saranno i danzatori/coreografi Sasha Riva e Simone Repele, e il mimo attore giapponese Hal Yamanouchi.

Lo spettacolo è riservato a coloro che prenoteranno una visita al Museo di Castel Sant’Angelo nelle sere del 21, 22 e 23 settembre 2022, e precisamente nelle tre ultime fasce serali delle ore 19.30, 20.30 e 21.30. Nove rappresentazioni per 20 spettatori ciascuna.

blank
L’uomo che danza

Teatro: gli spettacoli della settimana

IL COLLOQUIO
Una commedia dissacrante e divertente, con al centro il racconto ironico e paradossale di un fenomeno estremamente diffuso e attuale, che interseca dinamiche e conseguenze sociali del mondo del lavoro: l’aumento della competitività come elemento propulsore di alterazioni emotive e comportamentali.

La situazione di partenza è un normale colloquio di gruppo, un “assessment” in cui sei candidati si confrontano sulla soluzione di eventuali casi aziendali sotto l’occhio attento di un esaminatore che dovrà valutarne pregi e difetti, attitudine alla leadership, tendenza alla prevaricazione, capacità di fare squadra. L’innocente situazione prende gradualmente la forma di una sorta di spietato gioco al massacro, in cui i partecipanti avranno un unico obiettivo: distruggere il nemico svelandone le fragilità, costruendo una rete di alleanze machiavelliche e mettendo in pratica ciniche scelte strategiche.

Malalingua è una compagnia fondata nel 2014 da Marianna de Pinto e Marco Grossi, attori e drammaturghi diplomati all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e residenti a Molfetta (BA).

blank
Il Colloquio – The Assessment

“Il Colloquio – The Assessment”, testo e regia Marco Grossi, con Giuseppe Scoditti, Fabrizio Lombardo, Alessandra Mortelliti, William Volpicella, Valentina Gadaleta, Marco Grossi, Alessandro Anglani, Augusto Masiello. Compagnia Malalingua, produzione Teatri di Bari, vincitrice dell’importante bando SIAE Nuove Opere “PER CHI CREA” 2019. A Roma, Teatro Vittoria, dal 20 al 25 settembre.

SILLABARIO BOTANICO
Conversazioni intime tra donne e piante: è il “Sillabario Botanico”, un progetto di Manuela Capece e Elisa Zaninotto, a cura della compagnia Rodisio, in collaborazione con l’Orto Botanico di Parma (dal 18 settembre al 28 ottobre), realizzato con il contributo di Fondazione Cariparma nell’ambito del Bando “Leggere crea indipendenza”.

Sette gli incontri che compongono il progetto, così come sette saranno le parole che metteranno in relazione il misterioso universo femminile con l’altrettanto misterioso mondo delle piante, due genealogie a confronto. È rivolto a donne di qualsiasi età e provenienza per raccontare la propria esperienza, attraverso la natura, la lettura e la scrittura. Sillabario Botanico si articola in tre fasi. Una prima fase dedicata alla contemplazione, un’esplorazione multisensoriale per scoprirne la dimensione più intima e segreta.

La seconda fase prevede la creazione di un vero e proprio circolo di lettura femminile en plein air, entrando in contatto con opere conosciute o meno, con assoluta libertà di esplorazione, dove l’apporto del mondo vegetale fungerà da filigrana per il progetto di creazione di un proprio personale Sillabario. L’Orto ospiterà una piccola biblioteca da viaggio portatile, che permetterà di spaziare temporalmente, dal passato al contemporaneo, alla ricerca di racconti, erbari, poesie, leggende, miti, saggi scientifici, opere filosofiche, illustrazioni, testi teatrali, haiku.

La terza fase prevede l’avvicinamento alla scrittura, parte fondamentale di introspezione: con gli strumenti necessari e con incursioni nell’esperienza personale di ognuna, si andrà alla ricerca della propria voce e di un personale Sillabario. Ogni parola sarà introdotta da un’ospite speciale a sorpresa, donne di diversa età, provenienza e professione.

blank
Sillabario Botanico

LA FAVOLA DI FABRIZIO SINISI
Una favola eretica, una tragedia da camera contemporanea idealmente dedicata a Pasolini. Il drammaturgo Fabrizio Sinisi scrive sulla pelle degli artisti Giorgia Cerruti e Davide Giglio – anime fondatrici della compagnia di teatro contemporaneo Piccola Compagnia della Magnolia – un testo abissale e visionario, poetico e politico insieme: una danza a due, un rito laico attraverso cui una giovane coppia, nello specchio della propria relazione, mette radicalmente in discussione la giustizia della società attuale. Una donna e un uomo chiusi in una stanza. In questo spazio dominato da un grande schermo, la donna inscena tre racconti. Tre visioni, tre sogni, ognuno dei quali si verifica in un diverso momento della storia: a Londra nel 1617, a Parigi nel 1793, nella contea di Boone nel 1856. In ogni episodio lei “G.” e il marito “D.” sono protagonisti di una violenza, una sopraffazione dell’uomo sulla donna, del potente sull’inerme.

blank
Favola, ph. Franco Rabino

“Favola”, di Fabrizio Sinisi con Giorgia Cerruti e Davide Giglio, ideazione, regia, costumi di Giorgia Cerruti. A Firenze, Teatro Goldoni, nell’ambito di Avamposti Teatro Festival organizzato dal Teatro delle Donne, il 20 settembre.

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 19 al 25 settembre